Fumetti, Etnopsichiatria e Interior Design: un progetto complesso e colorato a sostegno degli adolescenti (VMCF Atelier)

Nasce dall’Hypercomics (iperfumetto) il progetto firmato da Valerio Maria Ferrari (VMCF Atelier) per gli interni della Maison des adolescents – ambulatorio di etnopsichiatria per adolescenti.

Ospedale Avicenne di Bobigny – Parigi, 2010/11

Con il progetto Casita Valerio Maria Ferrari affronta il delicato tema del disagio psichiatrico giovanile trasformando la tematica architettonica in “infinite narrazioni possibili”.

“La Maison des adolescents di Bobigny* si trova all’interno del vecchio Ospedale Franco-Mussulmano (anni ’30 del secolo scorso), in quella che una volta era la casa del direttore e che oggi è stata adibita ad ambulatorio e soprannominata Casita” spiega VMFerrari. “Qui convergono adolescenti con ogni tipo di disagio, francesi e immigrati originari di svariati paesi, con storie, culture e lingue molto diverse tra loro. Il lavoro dell’etnopsichiatra tiene conto, nell’usuale approccio, soprattutto delle difficoltà d’integrazione tra culture e lingue diverse. Quando mi è stato chiesto un intervento per gli interni di Casita, il mio fine era quello di allargare la percezione dello spazio dell’ambulatorio attraverso la creazione di uno spazio virtuale. Il linguaggio alternativo creato come comune denominatore andava poi innestato sul concetto di narrazione e di rappresentazione come accade nello strumento terapeutico dello psicodramma”. V.M.F.

(*all’Ospedale di Bobigny Serge Lebovici sviluppò negli anni ’60 lo psicodramma e la psichiatria transculturale in Francia).

Gli strumenti da cui è partito Ferrari sono strumenti linguistici comuni a quasi tutti gli adolescenti del mondo: il fumetto in tutte le sue diverse declinazioni, soprattutto quelle che usano le nuove tecnologie digitali, come l’Hypercomics.

“L’Hypercomics è una nuova generazione di fumetti che fonde le novità informatiche, suono, animazioni, e ipertesto (la possibilità cioè di creare connessioni – i cosiddetti link – all’interno o all’esterno di un testo) con le modalità di rappresentazione del fumetto. L’Hypercomics offre cioè la possibilità di creare un proprio percorso di lettura, diverso dalla narrazione proposta dall’autore. L’idea che il fumetto avrebbe potuto essere qualcosa di più di una sequenza lineare e consequenziale d’immagini e testi, mi ha indirizzato verso un progetto che non fosse statico e definitivo ma interattivo e mutevole nel corso del tempo”.

“Ho chiesto quindi la collaborazione di Daniel Merlin Goodbrey e David Baillie, noti autori di fumetti digitali, e insieme al gruppo medico abbiamo definito 5 personaggi, 51 immagini e 64 testi che, combinati in modo sempre diverso, potessero originare storie e narrazioni ogni volta nuove e sorprendenti. Situazioni e personaggi sono stati quindi stampati su pannelli dalle forme irregolari, in dimensioni variabili. L’apparato completo di tutti i pannelli è diventato un’installazione permanente che gli operatori di Casita gestiscono in modo autonomo, spostando, nascondendo, disponendo i pannelli nei vari ambienti attraverso tasselli di legno fissati ai muri dell’ambulatorio. I pannelli sono appoggiati attraverso fasce di velcro ad asola (incollate sul retro a questi tasselli anche muniti di velcro ad uncino) e sono perciò facilmente spostabili da un luogo a un altro con una semplice pressione o strappo. Essendo un luogo pubblico, per la riuscita del progetto erano fondamentali l’assoluta semplicità dello spostamento dei pannelli e allo stesso tempo la loro resistenza e sicurezza.”

I cinque personaggi:

Mister Cat Suite, enigmatico ed elegante signore dalla testa di gatto. E’ d’origine egiziana e lavora nel mondo dell’alta finanza. Non si separa mai dalla sua borsa nera.

Space Girl, adolescente dall’abbigliamento “spaziale” rétro-pop. Indossa un casco in cui aleggiano gas non identificati attraverso cui si intravvede il suo volto.

Birdy è un’atletica ragazzina che lavora come “piccione viaggiatore”. Vestita come una biker urbana contemporanea, ha grandi ali di piccione.

Old Man Kansas è un vecchio cow-boy dalla barba bianca e un braccio meccanico arrugginito. Le glorie passate del Far West sono lontane e oggi gioca a scacchi nel parco.

Un cane bassotto (senza nome) ha un televisore al posto della testa su cui appaiono talvolta i volti degli altri personaggi.

“Per sostenere i ragazzi nel processo di identificazione/empatia con i nostri 5 protagonisti, avevamo bisogno di un rapporto davvero diretto con la realtà di Casita, qualcosa che avesse a che fare con l’immagine e il linguaggio. Abbiamo quindi deciso che gli interni raffigurati nei pannelli (gli ambienti in cui cioè si muovono i 5 personaggi) dovessero corrispondere agli spazi reali di Casita, solo con qualche variazione di colore. Perciò le scale, le finestre, le sedie rappresentate nei pannelli… sono gli attuali (e reali) interni dell’ambulatorio. All’interno della rappresentazione virtuale c’è anche un’apertura sul mondo fantastico: infatti tutti gli esterni – che si intravvedono attraverso le finestre, le porte…. rappresentano luoghi fantascientifici, quasi surreali. Si vedono fondali ricchi di pesci, montagne innevate e contemporaneamente verdi, flotte di dirigibili…

Abbiamo separato i testi dai nostri personaggi – che non si esprimono attraverso i classici ballon all’interno dei pannelli immagini – e abbiamo stampato le 28 frasi scelte su 64 pannelli autonomi, nelle dieci principali lingue (e alfabeti) dei paesi di provenienza dei ragazzi: cinese, ebraico, arabo, inglese, francese, spagnolo, russo, lingala, creolo e tamoul, per lasciare poi all’equipe medica la libertà di organizzare gli eventuali dialoghi (o silenzi) dei personaggi.”

Testi e immagini diventano in questo modo gli elementi costruttivi di una Babele, che con le sue 3.264 combinazioni può creare innumerevoli combinazioni narrative e innumerevoli mondi immateriali al servizio di chi cerca, faticosamente, di ricreare il proprio.

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